Tra cuore e strada: la notte e il volto delle processioni
Le processioni della Settimana Santa di Taranto costituiscono un patrimonio culturale e spirituale di grande rilievo, radicato in tradizioni secolari che uniscono fede, storia e identità locale. Risalenti almeno al XVI secolo, queste manifestazioni si svolgono lungo le vie della città vecchia, coinvolgendo numerose confraternite e gruppi di fedeli, Tra gli elementi più peculiari la presenza de "li Perduni", figure legate a riti antichi e alle celebrazioni della Passione di Cristo. Durante le processioni, i Perduni sfilano tra la gente con un passo lento e ritmato chiamato “nazzicata”, evocando temi di redenzione, sacrificio e penitenza, e contribuendo a creare un’atmosfera di forte partecipazione emotiva e religiosa. I confratelli, incappucciati e a piedi nudi in memoria dei pellegrini diretti a Roma per ottenere il perdono dei peccati, iniziano il loro cammino di penitenza il Giovedì Santo, visitando i “Sepolcri”, chiese adornate per l’adorazione del SS. Sacramento. Un momento cruciale è la notte del Giovedì Santo, che si apre con la processione dell’Addolorata dalla chiesa di San Domenico Maggiore. Il corteo comprende simboli e strumenti come la troccola, che lo apre, la Croce dei Misteri, il Trono e la statua dell’Addolorata, accompagnati da due bande che eseguono marce funebri. Il popolo in preghiera accoglie la statua, mentre quattro coppie di poste e due Mazze assicurano ordine e assistenza lungo il percorso. La processione percorre la città vecchia per tutta la notte ,fino al mattino e rientrando a San Domenico solo nel pomeriggio del venerdì.